Recensioni cine : RAPIMENTO E RISCATTO

I rapimenti, soprattutto quelli operati nelle zone “calde” del mondo, rappresentano un argomento di attualità. Quello di cui i giornali spesso non parlano è il lavoro di coloro che fanno del recupero degli ostaggi il proprio mestiere. “Rapimento e riscatto” non si limita, per fortuna, ad essere un film d’azione alla “Rambo in action”. Gran parte del film, infatti, si svolge in un’atmosfera calma nella si possono conoscere molte delle modalità di mediazioni sui riscatti.

Taylor Hackford, con una regia competente ed equilibrata, riesce a trasmettere, grazie anche all’ottima performance di Russel Crowe, il turbine di sentimenti contraddittori del protagonista : il sacrificio per una professione difficile e l’amore irrealizzabile per una donna che ama il proprio marito ma che gli non rimane indifferente. Dunque poco spazio all’effettismo e molto realismo e ottima spiegazione della psicologia dei personaggi. Tuttavia funziona poco e male il personaggio di Alice Bowman. Meg Ryan è incantevole, forse troppo. Per tutto il film sfoggia un look impeccabile fatto di vestiti meravigliosi, capelli e trucco perfetto. Un personaggio per nulla reale. Anche la storia d’amore, appena accennata, non funziona e diviene soltanto un inutile pretesto per distogliere l’attenzione nei confronti della trama principale. a togliere la spinta principale della pellicola.

La fotografia si serve dei meravigliosi paesaggi sudamericani, ma è particolare quella degli interni che insegue, attraverso speciali filtri colorati, i diversi stati d’animo dei protagonisti. D’atmosfera la colonna sonora del maestro Danny Elfman.

“Rapimento e riscatto” è un film ben diretto e narrato, anche se leggermente lungo (si poteva tagliare qualche scena inutile).

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