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Il collezionista di Marsiglia di Peter Mayle edito da Garzanti Libri

Tra le prime ipotesi, Levitt individua un probabile responsabile nel custode della proprietà, ma senza trascurare la possibilità di un coinvolgimento di qualche collezionista rivale o, in ultima analisi, un finto furto organizzato dallo stesso Roth per intascare i soldi dell’assicurazione. Ma una volta verificata l’inconsistenza di tutte queste ipotesi, Levitt decide che per trovare delle risposte certe alle tante domande scaturite nel corso dell’indagine, deve recarsi in Francia.

E non appena Levitt tocca il suolo francese partendo da Parigi, per Bordeaux e poi Marsiglia, il ritmo del racconto cambia improvvisamente di tono e viene fuori tutta la classe di Peter Mayle nelle lunghe descrizioni dei cibi accostate a multiformi fragranze floreali, un variopinto mondo eno-gastronomico nel quale l’autore diventa egli stesso una papilla gustativa ipersensibile.

Senza voler anticipare di proposito le successive mosse di Levitt, che tra l’altro troverà una sinuosa collaboratrice nel proseguio delle sue indagini, ci sembra che sia ormai chiaro a tutti che il protagonista principale di tutto il romanzo è il vino, con tutto il resto da contorno, persino le entusiasmanti indagini di Levitt che, tra l’altro, riusciranno a risolvere il mistero, ma lasceranno aperta una porta per un eventuale possibile sequel.

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